Centro volo Rapaci “I Falchi di Rocca Romana”                        

Strada Trevignano - Sutri km. 2 – Trevignano Romano

Cell.: 320 0414525  -  335 8433514     Fax. 0761- 0231181

www.volorapaci.com    e-mail: falcone.paola@libero.it

 

     

Allontanamento avifauna molesta a mezzo Falchi

 

Le problematiche correlate all’invasione progressiva e costante degli insediamenti antropizzati da parte delle cosiddette “pest-specimen”, richiedono agli operatori interessati, un approccio sempre più professionalmente specializzato e radicato nello studio etologico delle specie in oggetto.

Negli ultimi decenni l’attenzione crescente dell’opinione pubblica a questo fenomeno relativamente ai disagi subiti dalla popolazione, ha contribuito a sottolineare problematiche rilevanti quali condizioni igienico-sanitarie precarie, danni subiti dalle attività produttive e dalle strutture, nonché il costante trand positivo registrato nella proliferazione delle suddette specie che non può far altro che acuire la sensibilità collettiva verso la problematica.

I fattori scatenanti del fenomeno vanno ricercati, per un verso, nella natura stessa delle attività umane che non possono sottrarsi dall’offrire locations ideali per la sopravvivenza e la proliferazione di alcune specie animali dallo spiccato senso di gregarizzazione, dall’altro nella costante ricerca da parte delle specie in oggetto di nuovi siti da cui attingere fonti di nutrimento e riparo per colonie sempre più consistenti.

In buona sostanza la società moderna in questo frangente ha creato un circolo vizioso da cui, apparentemente, è impossibile svincolarsi: se da un lato infatti non si può impedire il progredire di attività antropiche con la conseguente crescita del fabbisogno di spazio vitale (a discapito delle specie selvatiche e la susseguente necessità di smaltire scarti e rifiuti da questa derivante), dall’altra appare arduo il compito di impedire ai nostri petulanti vicini di trarne vantaggio per le colonie.

Di pari passo però, l’aumento del tasso culturale collettivo ed il conseguente radicamento di ideologie giustamente ecologiste e conservazionistiche, hanno portato l’opinione pubblica ad aborrire ipotesi di interventi risolutivi di natura violenta, con il conseguente proliferare di strumenti più o meno tecnologizzati che tentano invano di “disturbare” le specie infestanti ottenendo il solo risultato di non interrompere in alcun modo il circolo vizioso di cui sopra. Inoltre è stato dimostrato come queste orde di acutissimi invasori ben presto sviluppino assuefazione a qualsiasi fonte di disturbo che non comporti una reale fonte di pericolo.

 

ANALISI DEI FATTORI RILEVANTI

Riteniamo che in sintesi si possano identificare alcuni fattori importanti relativamente al fenomeno. Accenniamo brevemente alle conseguenze ad essi correlate:

·                                Aumento del numero delle colonie ed aumento del numero dei soggetti componenti ogni singola colonia dovuto a nuovi scenari favorevoli alla proliferazione.

·                                Aumento di luoghi di stazionamento ed insediamento sicuri ed atti ad affrontare anche le intemperie più rilevanti.

·                                Diminuzione progressiva degli habitat tradizionali e conseguente abbandono delle tradizionali tecniche di approvvigionamento.

·                                Sviluppo di nuovi costumi di ricerca e raccolta di cibo.

·                                Diminuzione in proporzione numerica dei predatori naturali.

 

In pratica vengono a mancare tutti quei fattori che selezionano naturalmente i membri più forti e sani di una colonia garantendone uno sviluppo eco-compatibile e la circoscrizione dell’area di ingerenza nei canoni accettabili. Contestualmente aumentano le condizioni favorevoli alla sopravvivenza anche di quei soggetti malati o menomati che naturalmente perirebbero. La carenza di perdite quindi, da parte della colonia, consente in maniera orizzontale che tutti i membri abbiano possibilità di riprodursi, sgretolando i meccanismi di “purificazione” rendendo la colonia “instabile” e potenzialmente portatrice d’insalubrità.

 

 

POSSIBILITA’ D’INTERVENTO

Appare chiaro come in questo scenario, la priorità sia di intervenire nella catena dei fattori introducendo una o più variabili che consentano di interrompere il trend. Posto per assunto che agire sull’attività antropica sia economicamente sconveniente e logisticamente quantomeno complesso, non resta che intervenire direttamente sulla colonia!

 

I FALCHI ADDESTRATI OFFRONO UNA OPPORTUNITA’

 

L’ arte millenaria di addestrare i rapaci al volo trova ai giorni nostri una applicazione sorprendente nel controllo delle pest specimen. Già qualche decennio fa sporadiche sperimentazioni hanno dimostrato un’efficacia inattesa! La presenza di un falco in volo e soprattutto in atteggiamento minaccioso, in un sito infestato, lo rende insicuro e quindi infrequentabile da parte della colonia in oggetto.

Questo decisamente inverte la tendenza analizzata in precedenza: se il sito preso in analisi è un posto da cui attingere cibo (ad esempio una discarica, un porto, impianti di itticoltura, sedimi aeroportuali, etc.), una presenza costante del falco e del suo allenatore  riduce drasticamente le possibilità di proliferazione della colonia con benefici non solo immediati ma, ed è ciò che più conta, duraturi nel tempo.

 

Il numero dei soggetti infestanti si riduce drasticamente già dal primo ciclo annuale di vita contribuendo a porre sotto stress sia i soggetti sani che hanno meno covate complessive, ma soprattutto, finalmente, contribuendo a selezionare quei soggetti cagionevoli incapaci di procacciarsi il cibo nei modi tradizionali.

 

Se invece il sito posto sotto intervento è un sito di stabulazione e riproduzione (città, capannoni, etc.), la colonia viene fisicamente posta nelle condizioni di difficoltà nel portare a termine fruttuosamente la stagione riproduttiva con una sensibile riduzione complessiva del numero dei soggetti infestanti.

 

In una colonia è prioritario che il luogo di riproduzione sia quantomeno sicuro e tranquillo oltre che orograficamente adatto. Il falco in atteggiamento di attacco pone sotto stress i riproduttori che infallibilmente abbandonano il sito.

Inoltre, l’addestratore che opera per l’allontanamento, conoscendo etologicamente la specie infestante presa in oggetto, agisce leggendone i comportamenti ed interagendo con questi per amplificarne gli effetti: incentivando ad esempio gli atteggiamenti di panico collettivo piuttosto che scoraggiando tentativi di difesa dell’areale. Rendendo in questo modo il falco il vero titolare del territorio e gli infestanti semplici intrusi da allontanare velocemente.

 

In buona sostanza questa tecnica di allontanamento ed i nuovi protocolli di intervento di cui in seguito, agiscono efficacemente sulle più ancestrali e prioritarie esigenze minime di ogni specimen sensibile. Questo la rende sicuramente uno dei metodi di approccio al problema più efficaci e soprattutto i cui benefici si ripercuotono positivamente anche lontano nel tempo, per tutta la comunità circostante e non solo per il sito preso specificamente in analisi.

 

 

 Back